The Debian Universe


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3: Installare Debian

La rozzità del programma di installazione di Debian è uno di quei temi che fanno regolarmente capolino tra gli argomenti trattati nelle varie mailing-lists, accendendo infuocate quanto brevi discussioni che non approdano a nulla. Il fatto che l' installer Debian sia così poco amichevole viene ormai considerato una Legge della Natura. Alcuni sviluppatori ritengono poi che avere un setup tanto ostico difenda Debian dall' essere utilizzata da quell' orda immensa di utenti miscredenti che non meritano di poter usare un tale sistema operativo.

Fortunatamente questo modo di vedere le cose non è poi così diffuso, e molto del lavoro affrontato oggigiorno consiste proprio nel dotare Debian di un programma di installazione di nuova generazione. Installare Debian quindi, dovrebbe risultare molto più intuitivo in un prossimo futuro.

Durante l' attesa, tuttavia, vi mostrerò come usare il sistema di installazione utilizzato per Woody (Debian 3.0), e cioè quello attualmente disponibile.

In base alla mia personale esperienza, installare Debian può essere rilassante quanto una passeggiata in un giardino, ma può anche trasformarsi in una vera e propria discesa nell' inferno dei moduli del kernel. Quanto possa essere duro, dipende principalmente dal tipo di hardware che avete a disposizione e dalla necessità o meno di utilizzare le funzioni più avanzate oggi disponibili. Se siete in possesso di hardware non troppo recente e non avete bisogno di realizzare cose eccessivamente fantasiose, dovreste essere in grado di cavarvela egregiamente; sempre a patto che siate ben consci di alcune trappole disseminate lungo la strada.

Installazione automatica: il metodo del pollo

Una delle affermazioni più divertenti che mi sia capitato di ascoltare recentemente è quella che ritiene che tutta questo insistere nel dire che l' installazione di Debian sia difficile non è altro che una fandonia, dato che anche un pollo riuscirebbe nell' intento: tutto ciò che si deve fare consiste nel continuare a premete INVIO ed adottare ragionevolmente tutte le scelte preimpostate. Inizialmente pensavo che questa affermazione fosse soltanto una stupidaggine e così mi sono deciso a seguire il consiglio, giusto per divertimento. Mi sono procurato il primo CD standard di Woody (soltanto il primo) e l'ho inserito nel cd-rom di una macchina qualsiasi con un vecchio hard disk, ho riavviato e continuato a premere INVIO ad ogni scelta tranne quando dovevo assolutamente digitare qualcosa per far funzionare il sistema. Ecco a che punto sono arrivato:

** Run fdisk to partition disk **

Non male in fin dei conti. Ipotizzando che riusciate nel tentativo di addestrare un pollo ad usare fdisk, potreste realmente far installare Debian al vostro amico pennuto.

Procurarsi l' installer

Probabilmente il modo più semplice per ottenere l' installer consiste nel comprare un CD. Il set completo dei dischi di installazione di Woody è composto da 7 CD, ma quello di cui avete realmente bisogno, a meno che non abbiate una connessione ad internet particolarmente lenta o costosa, è unicamente il primo dato che tutti i pacchetti aggiuntivi posso essere installati direttamente dai mirror Debian attraverso Internet. Potete comprare i CD online presso siti come LinuxCentral, CheapBytes, e EverythingLinux per circa 15€, il che vi garantirà l' intero set di 7 CD. Alcuni rivenditori come EverythingLinux vi permettono di comprare anche solo il primo CD, come anche l' intero set in un unico DVD.

In alternativa, potete scaricare l' immagine ISO del primo disco e realizzare il CD da soli. Le immagini sono disponibili presso siti come LinuxISO.org.

Jigdo: il downloader ad incastro

Se voi o un vostro amico avete già un pc con Debian, potete creare voi stessi la vostra immagine ISO usando un programma chiamato Jigdo. Jigdo utilizza un file “.jigdo” che definisce cosa deve essere contenuto nell' immagine: si tratta essenzialmente di una “lista della spesa” che dice al programma cosa inserire nel file di immagine. Jigdo legge questa lista, provvede a scaricare da internet i pacchetti in essa elencati e si occupa di creare l' ISO direttamente sul vostro computer. A voi non resta altro da fare che realizzare il CD a partire da questa per avere il vostro CD di installazione personalizzato.

Il motivo per cui Jigdo è stato concepito consiste nel fatto che i file ISO sono generalmente di notevoli dimensioni e quindi non tutti i mirror hanno spazio sufficiente a contenerli. Molte persone poi hanno notevoli difficoltà nello scaricare file così pesanti.

Jigdo previene questo tipo di problemi, dato che i mirror non devono più avere a disposizione alcuna immagine: è sufficiente che come al solito ospitino soltanto i pacchetti, oltre a piccoli file .jigdo corrispondenti al contenuto di ciascuna ISO. In questo modo un mirror può ospitare virtualmente molte immagini, dato che ciascuna di esse viene composta solo al momento della richiesta da parte di un utente e che tutte usano gli stessi pacchetti. Ospitare anche molti file .jigdo non consuma molto spazio sui mirror.

Eseguire l' installer

L' attuale programma di installazione costituisce probabilmente la ragione principale per cui Debian non viene usata più diffusamente. Non esiste però alcun motivo per farsi spaventare da questa fama: magari non sarà piacevole a vedersi come gli installer di molte altre distribuzioni, ma alla fine non è poi così impossibile da usare se il vostro hardware è “passabile” (leggi: “ben supportato” N.d.A.).

Ciononostante, molte delle domande e delle scelte sono un po' complicate da seguire ed in alcuni punti verrete messi di fronte a questioni complicate senza troppe spiegazioni (come nel caso del partizionamento del disco). Non è proprio alla portata di utenti inesperti come potrebbe invece essere.

Non lasciatevi scoraggiare: quando sarete riusciti a portare a termine l' installazione e comincerete ad usare Debian vi renderete conto di come sia valsa la pena soffrire un po'. Se affonderete i denti resistendo all' amaro iniziale, arriverete al dolce.

A ben vedere ci vuole più tempo a leggere come si usa l' installer che non ad usarlo direttamente: il mio personale record nell' installare Debian da zero è di circa 8 minuti, la maggior parte dei quali trascorsi seduto davanti al monitor ad osservare il programma di installazione decomprimere i pacchetti!

Presumendo che siate riusciti ad ottenere una copia del primo disco almeno, accendete il computer e inseritelo nel cd-rom. Se il vostro pc non è impostato per avviarsi da CD, dovrete entrare nel BIOS (premete “Canc” durante l' avvio del computer) ed impostate il cd-rom come prima periferica di boot.

Se siete riusciti a fare il boot da CD, vi troverete davanti ad una schermata che recita: "Welcome to Debian GNU/Linux 3.0!" e ad un prompt nella parte inferiore che dice “boot:”.

A questo punto è necessario decidere quale tipo di installazione si vuole adottare. La scelta più conservativa consiste nell' installazione di default e cioè quella che prevede l' utilizzo di un kernel della serie 2.2, proprio quello che accade se premiamo semplicemente INVIO.

Esistono comunque molte altre alternative tra cui scegliere. Se volete avere maggiori dettagli su quelle disponibili è sufficiente premere il tasto F4.

Per questa guida, ho deciso di seguire un processo di installazione che utilizzi un più recente kernel della serie 2.4. Per adottare questa installazione dovete digitare “bf24” al prompt “boot:” e premere INVIO. Da questo punto in avanti darò per scontato che abbiate optato per questa opzione, ma l' intero processo è molto simile anche se avete scelto un diverso tipo di setup e sarete quindi in grado di usare lo stesso questa guida.

Fatta la vostra scelta, mentre l' installer compie alcune operazioni, comparirà un testo lampeggiante abbastanza oscuro. Ignoratelo ed nel giro di qualche secondo comparirà una schermata blu intitolata “Choose The Language” (“Impostazione della lingua” N.d.R.). L' opzione preselezionata (il Catalano) molto probabilmente non è quella più giusta per voi: usate i tasti-cursore per muovervi verso il basso fino a “it” (Italiano) e premete INVIO.

A questo punto potrete leggere una schermata intitolata “Note di Rilascio”, che parlano di Debian e di SPI (Software nel Pubblico Interesse). Non avete scelte da compiere, premete INVIO e andate avanti.

Eccoci adesso al vero e proprio menù di installazione, dove effettivamente le cose si fanno un po' confuse. Diversamente da molti altri programmi di installazione che vi guidano attraverso vari stadi, quello di Debian vi propone una scelta di tutto quello che potete fare. Questa libertà decisionale, sebbene rappresenti uno dei punti di forza per gli utenti più esperti, è sicuramente fonte di confusione per chi non sa ancora bene cosa fare. Per venire incontro proprio a questi utenti, il programma suggerisce proprio all' inizio della schermata quale sia il passo da compiere di volta in volta e generalmente non dovrete far altro che accettare il suggerimento, se volete procedere in modo razionale e corretto.

La prima tra queste opzioni raccomandate consiste nel configurare la vostra tastiera, ed essendo un buon punto di partenza accettiamo il suggerimento premendo INVIO.

Tastiera

Comparirà una schermata che vi chiederà di selezionare la lingua da usare per la vostra tastiera. L' opzione preselezionata dovrebbe essere “qwerty/it”, se avete scelto l' italiano come lingua per l' installazione (“qwerty” rappresenta la disposizione dei tasti della tastiera ed “it” indica che verranno abilitati i simboli rilevanti per questa lingua, come ad esempio lettere accentate, ecc...). Se avete necessità di configurare un layout diverso, è qui che dovete impostarlo, come nel caso di tastiere americane. Personalmente utilizzo il layout “dvorak/dvorak” che riconfigura i tasti in modo da velocizzare la battitura. Fate la vostra scelta e premete INVIO.

Impostazione del disco

L' operazione di configurazione del disco fisso variano molto in base all' utilizzo che avete fatto dello stesso in precedenza. Se avete avuto in precedenza un' altra installazione di Linux sul disco, e la state semplicemente rimpiazzando con Debian, probabilmente avrete già impostato le necessarie partizioni e potete passare direttamente all' impostazione della partizione di swap.

Per completezza, partirò dal presupposto che stiate usando un disco completamente nuovo e con nessuna partizione, oppure un disco usato per altri scopi e di cui volete impostare le partizioni.

Usate le frecce cursore per selezionare “Partizionamento del Disco” e premete INVIO. Vi verrà chiesto quale disco deve essere partizionato: se ne avete uno solo è sufficiente premete INVIO. Se invece avete necessità di scegliere un disco tra quelli installati, fatelo ora. In Linux, su un PC standard e drive IDE, i dischi sono così indicati:

Primary Master: /dev/hda
Primary Slave: /dev/hdb
Secondary Master: /dev/hdc
Secondary Slave: /dev/hdd

Probabilmente vorrete usare il vostro disco primario, quindi selezionate /dev/hda e premete INVIO.

Comparirà una schermata che ci rammenta le limitazioni di LILO, potrebbe risultare arabo per voi; premete INVIO e non preoccupatevi: imposteremo le nostre partizioni in modo tale da ovviare al problema riportato dal testo.

Se avete scelto l' installazione “bf24”, comparirà una nota relativa al filesystem ReiserFS, mentre altri tipi installazione potrebbero non mostrarla. Andiamo avanti.

Eccoci arrivati ad un piccolo programma che rappresenta probabilmente la parte più scabrosa di tutta l' installazione: cfdisk. Lo schermo da blu diventa nero e potrete vedere una lista delle partizioni contenute nel vostro disco. Se il disco è nuovo la lista sarà vuota tranne che per l' elemento chiamato “Free Space”.

Il modo con cui si interagisce con cfdisk è quello di usare i tasti cursore “su” e “giù” per selezionare la partizione su cui compiere un' operazione, ed i tasti cursore “destra” e “sinistra” per selezionare una delle azioni riportate sul basso della schermata. Se dovete cancellare vecchie partizioni per far posto a quelle nuove, selezionatele una alla volta, quindi scegliete “Delete” dalla lista delle azioni e premete INVIO. Una volta che avrete cancellato tutte le partizioni vi troverete con solo “Free Space” nella lista.

Esistono molti modi di partizionare un disco fisso in base all' uso che volete fare del vostro pc. I server per esempio, spesso hanno molte partizioni separate per ciascun scopo. In questa guida però, seguirò uno schema di partizionamento molto semplice.

Creare una partizioni di boot

La prima partizione che creeremo è un piccolo spazio all' inizio del disco in cui conserveremo l' immagine del nostro kernel, ecc... In questo modo eviteremo qualsiasi possibile problema, come ad esempio l' impossibilità del bootloader di trovare il kernel e la conseguente impossibilità di avviare il computer. Selezioniamo “Free Space”, scegliamo “New” tra le azioni disponibili e premiamo INVIO. Ci verrà chiesto che tipo di partizione vogliamo creare: scegliamo “Primary” (default) e premiamo INVIO. Ci verrà chiesta la dimensione della partizione da creare: il valore di default corrisponde alla dimensione dell' intero disco. Dato che non vogliamo questo, digitiamo “50” (non è necessario cancellare il default: scompare da solo) e premiamo INVIO. A questo punto dovremo dire dove vogliamo che venga posizionata la partizione: scegliamo “Beginning” e battiamo INVIO.

Il passo finale da compiere per la partizione di boot consiste nell' indicarla come avviabile: selezioniamola nuovamente, tra le azioni selezioniamo “Bootable” e premiamo INVIO. Vedrete comparire la dicitura “Boot” nella colonna Flags.

Creare una partizione root

Adesso dobbiamo creare la partizione radice o root e cioè quella principale, che conterrà la maggior parte del nostro sistema.

Scegliamo nuovamente “Free Space” con i cursori, selezioniamo l' azione “New” e premiamo INVIO. Selezioniamo “Primary”. Ora dobbiamo impostare la dimensione della partizione: anche in questo caso dobbiamo indicare un valore diverso da quello di default, ma facciamo caso alla quantità di spazio libero indicata. Sul mio disco da 80 Gb sono disponibili 79974.40 Mb, dopo la creazione della partizione di boot. Dato che dobbiamo lasciare un po' di spazio per la successiva ed ultima partizione, sottraiamo circa 1000 Mb allo spazio libero totale (non è importante essere precisi) e digitiamo quindi la quantità di spazio risultante. Ad esempio, io scriverò 79000 Mb.

Selezioniamo “Beginning” e premiamo INVIO. La nostra partizione di root è pronta.

Creare una partizione di swap

L' ultima partizione che creeremo è quella di swap, che costituisce lo spazio su disco usato da Linux per immagazzinare tutti i dati che non trovano posto nella memoria RAM del computer. Molto spesso ci si riferisce a questa partizione come alla “memoria virtuale”.

A questo punto dovreste conoscere la procedura: selezionate “Free Space”, “New”, “Primary”. Impostate la dimensione: questa vogliamo effettivamente usare lo spazio su disco rimanente, per cui lasciamo pure il valore preimpostato a patto che corrisponda circa a quei 1000 Mb che abbiamo messo da parte precedentemente. Se lo spazio libero fosse molto maggiore o minore di 1000 Mb significa che avete fatto qualche errore nella creazione della partizione di root: premete “Esc”, cancellate la partizione di root e ricreatela seguendo le istruzioni, quindi passate nuovamente a creare quella di swap.

Un' operazione ulteriore da compiere per la swap consiste nell' impostare il tipo di partizione: per la swap se ne usa uno particolare, ma cfdisk per assegna alle nuove partizioni solo il tipo di default. Selezionate la partizione dalla lista e quindi scegliete “Type” tra le azioni disponibili, ricordandovi di usare solo i cursori “destra” e “sinistra”: “Type” è nella seconda riga, ma se vi spostate con “su” e “giù” cambierete la partizione selezionata.

Una volta selezionata la partizione di swap e “Type” come azione, premete INVIO. Comparirà un' interminabile lista di tipi di partizione disponibili in notazione esadecimale, ma quello che serve a noi è il tipo “82” (Linux swap). Premete un tasto qualsiasi per uscire dalla lista e vi troverete ad un prompt che recita “Enter Filesystem Type:”. Probabilmente “82” è già impostato , ma se non lo fosse digitate “82”. Premete INVIO.

Eccoci tornati adesso alla schermata principale di cfdisk, e dovremmo vedere che il tipo dell' ultima partizione da noi creata è stato cambiato in “Linux swap”.

Facciamo un rapido riassunto delle partizioni che abbiamo creato assicurandoci che:

Se trovate qualche errore, tornate indietro e correggetelo adesso. Se necessario cancellate le partizioni e ricominciate.

Siamo arrivati al momento della verità: tra poco il disco verrà modificato in maniera irreversibile e i dati eventualmente presenti su di esso prima del partizionamento non saranno più disponibili. Se adesso cambiate improvvisamente idea, potete scegliere “Quit” senza salvare le vostre modifiche.

Se invece vi sembra tutto a posto e volete procedere al partizionamento fisico del disco, selezionate “Write” e premete INVIO. Comparirà un avviso abbastanza evidente che vi chiederà di confermare la scelta. Digitate “yes” per esteso e premete INVIO per rendere effettivo il partizionamento.

Dopo alcuni secondi di lavoro del disco, sarete riportati alla schermata principale di cfdisk. Selezionate “Quit” e tornerete al programma di installazione di Debian.

Inizializzare la partizione di swap

Giunti a questo punto, le nostre partizioni sono state create correttamente, ma esiste ancora alcun filesystem al loro interno. L' installer ci suggerisce quindi di proseguire con l' inizializzazione della partizione di swap che abbiamo appena creato, selezioniamo questa opzione e premiamo INVIO. Ci verrà chiesto se vogliamo effettuare una scansione per rilevare eventuali blocchi difettosi sul disco: con i dischi recenti questa opzioni non è più necessaria e quindi scegliamo no. Alla domanda se siamo sicuri di voler inizializzare la partizione rispondiamo sì.

Inizializzare la partizione root

Il passo successivo è quello relativo all' inizializzazione di una partizione Linux. Scegliamolo e premiamo INVIO.

Le opzioni che ci si presentano dipendono molto dal tipo di installazione che abbiamo deciso di seguire all' inizio. Se abbiamo optato per quella di default, non ci sarà possibile scegliere un filesystem diverso da ext2, in quanto solo questo è supportato ma, con l' installazione di tipo bf24 che ho suggerito precedentemente, adesso possiamo scegliere alcune alternative avanzate: ext3 e ReiserFS.

Ext3 e ReiserFS presentano alcuni grandi vantaggi nei confronti di ext2, tra cui una caratteristica chiamata journaling. Il journaling permette di accedere a diversi benefici come un maggiore disponibilità, un ripristino più facile in seguito a blocchi del sistema o riavvii improvvisi e migliori prestazioni in alcuni contesti. Ext3 consiste unicamente in uno strato software posto al di sopra di ext2 che aggiunge le funzioni tipiche di un filesystem journaled ed è per questo molto conosciuto a quegli utenti che hanno intenzione di convertire un filesystem ext2 in uno journaled. Quello che però personalmente preferisco è il ReiserFS, perché garantisce prestazioni migliori sia rispetto a ext2 che a ext3. Dal momento che siamo di fronte ad una nuova installazione e non abbiamo quindi necessità di convertire filesystem ext2, consiglio di scegliere qui l' opzione più avanzata: ReiserFS.

Comparirà una lista di partizioni che possiamo scegliere di usare come partizione di root. La prima di esse (/dev/hda1) è quella che abbiamo creato come partizione di boot, non è perciò quella da scegliere ora. Selezioniamo quindi la seconda dell' elenco (/dev/hda2) e premiamo INVIO.

Anche in questo caso evitiamo la ricerca di blocchi difettosi e quindi scegliamo no alla relativa domanda. L' installer ci chiederà finalmente se siamo sicuri di voler inizializzare la partizione che abbiamo selezionato: scegliamo sì.

Noteremo un certo lavorio del disco e alcune frasi che scorrono lungo la schermata. Una volta che l' inizializzazione è stata completata, l' installer ci chiederà se vogliamo montare la partizione come filesystem di root (“/”). Scegliamo sì e attendiamo che l' operazione venga completata.

Inizializzare la partizione di boot

Terminato il montaggio della partizione di root, verremo automaticamente riportati alla schermata principale dell' installer, ma questa volta non accettiamo il suggerimento proposto: spostiamoci invece nuovamente su “Inizializzazione di una partizione Linux” e premiamo INVIO.

Fondamentalmente si tratta qui di ripetere le operazioni del punto precedente, ma questa volta scegliamo ext2 come filesystem da usare: dopo che la macchina ha effettuato l' avvio infatti questa partizione non viene più chiamata in causa e non richiede quindi un filesystem ad alte prestazioni (ext3 o ReiserFS). Scegliendo ext2 ci assicuriamo invece di poter usare qualsiasi strumento di ripristino, nel caso dovessimo fare manutenzione su questa partizione. Oltretutto, nell' ipotesi di utilizzare qui ReiserFS, il journal occuperebbe quasi totalmente i 50 Mb della partizione!

Scegliamo no per evitare la ricerca di blocchi difettosi, confermiamo di voler procedere all' inizializzazione ed alla fine del processo ci verrà chiesto dove vogliamo montare la partizione.

Questa volta vogliamo che la questa partizione sia la nostra /boot, selezioniamo l'opzione corrispondente e premiamo INVIO.

Installare il kernel

Fantastico! Finalmente si installa qualcosa! Dopo i passi seguiti fin qui, il nostro disco dovrebbe essere impostato correttamente e l' installer ci suggerirà “Installazione del kernel e dei moduli dei driver”. Selezioniamo questa opzione e premiamo INVIO.

La schermata successiva ci dice di aver rilevato un CD Debian con relativi pacchetti nel cd-rom e ci chiede se vogliamo usare questo disco come fonte primaria per l' installazione del sistema. Scegliamo sì.

L' installer stamperà alcune schermate di informazione ed al termine delle operazioni saremo riportati alla schermata principale.

Moduli per i driver di periferica

L' opzione che ci viene proposta adesso è appunto “Installazione dei moduli per i driver di periferica”. Non scenderò nei dettagli di questa operazione dal momento che i driver più comuni sono già inclusi nel kernel ed esistono talmente tante possibilità che non riuscirei a coprirle tutte. Se il vostro hardware è abbastanza diffuso non dovreste avere necessità di configurare niente e quindi saltiamo questo passaggio.

Se aveste necessità di configurare qualche moduli specifico, potete usare questa sezione per navigare tra le categorie di driver disponibili, selezionarli, specificare eventuali parametri ed installarli.

Configurare la rete

Ci troviamo adesso alla configurazione della rete. Se non avete alcune scheda di rete, potete saltare questa fase, anche se la maggior parte delle macchine che usano Debian generalmente hanno accesso ad un network. Selezioniamo “Configurazione della rete” e premiamo INVIO. Ci verrà chiesto quale nome (hostname) dare al computer: se lo sapete inseritelo qui, altrimenti lasciate pure il default e proseguite.

L' installer ci chiederà se vogliamo usare il DHCP per recuperare automaticamente i parametri di rete. Se esiste un server DHCP nella vostra rete, scegliete sì, altrimenti no.

Se avete scelto sì, e la macchina riesce a contattare il server DHCP, il resto della configurazione avverrà automaticamente.

Se avete scelto no, dovrete inserire alcuni parametri manualmente. Il primo di essi è l' indirizzo IP: se sapete quale IP assegnare alla macchina digitatelo, altrimenti lasciate il default. Fate così anche per i restanti parametri: netmask, gateway, dominio e nameserver.

Installare il sistema di base

Il passo successivo del setup consiste nell' installazione del sistema di base. Dato che è proprio quello che abbiamo intenzione di fare, selezioniamolo e premiamo INVIO. L' installer mostrerà una barra che indicherà il progresso dell' operazione man mano che viene completata e vengono installati alcuni pacchetti fondamentali in modo da rendere il vostro pc in grado di avviare Linux. Non c'è molto da fare nei prossimi pochi minuti, sedetevi e guardate l' installer lavorare per voi.

Rendere avviabile il sistema

Una volta tornati alla schermata principale del setup, l' opzione suggerita è “Rendere avviabile il sistema”. Selezioniamola e premiamo INVIO.

La domanda successiva è abbastanza oscura se non avete idea di cosa sia un bootloader. Debian utilizza LILO (Linux Loader) come bootloader di default, e possiamo installarlo sia nel Master Boot Record (MBR) che nella nostra partizione di boot. Ritenendo che non abbiate particolari necessità, quali usare un bootloader differente, utilizziamo la scelta di default e installiamo LILO in /dev/hda, e cioè nell' MBR.

Vi verrà mostrata una schermata che vi avverte dei pericoli nell' usare la configurazione standard di LILO: se il vostro pc non sarà esposto a rischi particolari (luoghi esposti al pubblico, ecc...) non preoccupatevi di questo avviso. Se invece la macchina risiederà in luoghi dove persone non autorizzate possono accedervi (classi scolastiche, internet caffè, ecc...), potete cambiare la configurazione di LILO per renderla più sicura.

Ad ogni modo, in questo passaggio non c'è molto da fare: si tratta solo di un avviso. Scegliamo “continua”.

Creare un floppy di avvio

Un dischetto di avvio è utile se vogliamo avviare il computer per ripararlo in seguito al danneggiamento del disco fisso e l' installer ci suggerisce di crearlo. Nessuno dei miei pc monta un lettore di dischetti oggigiorno, e comunque è sempre possibile usare il cd di installazione per avviare il pc in modalità di ripristino per cui io generalmente salto questo passaggio.

Spostiamoci su “Riavvia il sistema” e premiamo INVIO.

Riavviare Debian

Ci verrà chiesto se siamo sicuri di voler riavviare il computer. A questo punto il nostro sistema dovrebbe essere in grado di avviarsi direttamente dal disco fisso, ma ricordiamo che il nostro CD è ancora nel lettore e che, se riavviamo, ci ritroveremo alla schermata iniziale di installazione. Sfortunatamente l' installer non ci permette di estrarre il CD dal lettore, per il fatto che risulta essere in uso dall' installazione stessa. Scegliamo sì alla domanda se vogliamo riavviare, ma estraiamo il CD nel momento in cui la macchina si riavvia, in modo che il sistema si avvi da disco fisso.

Dopo aver estratto il CD, il sistema si riavvierà direttamente dall' hard disk. Complimenti, ce l' abbiamo quasi fatta!

Al termine del riavvio, potrete leggere una schermata di congratulazioni per essere riusciti ad installare Debian che vi avvisa che state per entrare nella fase di configurazione del sistema. Scegliete “Ok”.

Prima di proseguire è necessario che reinseriate il CD nel lettore: ci servirà tra poco per installare alcuni pacchetti.

Impostare la Time Zone

Vi verrà posta una domanda abbastanza oscura riguardo a GMT e alle zone temporali: se la vostra macchina ospita unicamente Linux scegliete il default (“Yes”) e andate avanti.

Le schermate successive vi permetteranno di selezionare la vostra località: scegliete la vostra nazione dall' elenco o, se non è presente tra quelle disponibili, scegliete “None of the above”, per impostare l' offset manualmente. Io vivo in Australia, per cui sceglierò questa nazione. La schermata seguente vi chiede di specificare una città all' interno della nazione: io abito a Melbourne, e sceglierò questa.

Utenti e Passwords

Questa schermata vi chiede se volete abilitare le password di tipo md5. Se non avete un preciso motivo per scegliere “No”, abilitatele.

Le password shadow sono un' ottima cosa, abilitatele nella schermata che segue.

Ora vi viene chiesto di scegliere una password di root. E' necessario che essa sia sufficientemente robusta, non scegliete il nome del vostro cane. Dovete essere anche più che sicuri di potervela ricordare dato che se la dimenticate non esiste alcun modo di poterla recuperare. Esistono tuttavia alcuni modi per poterla cambiare, se proprio ve ne fosse necessità. Una volta che l' avete scelta, digitatela e premete INVIO.

Vi verrà richiesto di digitarla nuovamente, per essere certi di averla inserita correttamente: fatelo e premete INVIO.

A questo punto il sistema vi chiederà se volete creare un utente comune. Dato che nell' uso quotidiano di Linux faremo uso di un utente normale e non di root, scegliete “Yes” ed inserite un nome per l' utente e la relativa password.

Rimuovere PCMCIA

A meno che non stiate installando Debian su di un portatile, non avrete bisogno del supporto PCMCIA, sebbene questo sia installato nel kernel per default. L' installer vi chiede se volete rimuoverlo: dite di sì, a meno che non stiate usando un laptop.

Impostare le fonti dei pacchetti

Il setup di Debian è in grado di usare il PPP per connettersi ad internet e scaricare i pacchetti, ma noi useremo unicamente il CD per adesso e quindi scegliete no quando vi chiede se volete usare il PPP.

L' installer cercherà il cd di installazione nel lettore cd-rom. Se poco fa avete seguito il mio consiglio e avete inserito il CD nel lettore dopo aver riavviato il pc, l' installer riconoscerà il CD e tutto filerà liscio. Il cd verrà letto in cerca dei pacchetti disponibili, quindi vi chiederà se volete aggiungere pacchetti dagli altri eventuali CD.

Se ne avete, come nel caso di CD addizionali che fanno parte di un set, estraete il primo ed inserite il secondo e scegliete “Yes” per ciascuno dei CD in vostro possesso. Al termine scegliete no.

L' installer vi chiederà se volete aggiungere ulteriori fonti per APT. Se avete intenzione di usare unicamente i CD come fonti, scegliete no e passate alla schermata successiva. Se avete la possibilità di scaricare pacchetti da internet, scegliete “Yes”.

Se avete scelto “Yes” al passo precedente, l' installer vi chiederà che tipo di connessione volete usare. Indicate “http” e premete INVIO.

La schermata seguente chiederà se volete usare software Non-US, e cioè programmi che non possono essere usati negli Stati Uniti a causa di alcune restrizioni come controlli crittografici e problemi con i brevetti. Io scelgo sempre “Yes”, perché nella raccolta Non-US si trovano moltissimi pacchetti relativi alla sicurezza altrimenti non accessibili.

La domanda seguente riguarda l' uso di programmi non liberi. Come sapete Debian è molto attenta a utilizzare unicamente software coperto da licenze libere e se volete usare unicamente software libero dovete scegliere “No” a questo punto. Esiste molto software che non può essere rilasciato come software libero, per cui io sceglierò “Yes”.

Come al punto precedente, così vale anche per il software “contrib”, il quale di per sé è libero, ma dipende da programmi non liberi. Io personalmente scelgo “Yes”.

Ora dovrete scegliere il mirror a voi più vicino da utilizzare per scaricare i pacchetti. Selezionate la nazione a voi più vicina e premete INVIO, quindi selezionate il mirror da usare. Se avete un proxy, impostatelo nella schermata successiva: in caso contrario lasciate vuoto il campo e premete INVIO.

Il programma di installazione tenterà di contattare il mirror che avete scelto per verificare che la rete sia accessibile e che le vostre impostazioni siano corrette.

Se tutto è andato per il verso giusto, sarete riportati alla schermata che vi chiede se volete aggiungere una fonte per APT. A meno che non vogliate usare più fonti, scegliete “No” e proseguite.

Usare gli aggiornamenti di sicurezza

Il programma di installazione vi chiederà se volete usate gli aggiornamenti di sicurezza resi disponibili da security.debian.org. Se il vostro pc ha accesso a internet scegliete “Yes”. Anche in questo caso verrà testata la connessione.

Tasksel

Esistono moltissimi pacchetti disponibili per Debian, che a sua volta è configurabile per gli usi più disparati. Configurare un computer per eseguire più compiti può richiedere quindi l' installazione di una grande varietà di programmi. Tasksel (abbreviazione di Task Selector) rappresenta il tentativo di semplificare la configurazione del pc per gli usi più comuni. Se volete un' installazione minimale, a cui poter aggiungere i pacchetti che volete in seguito, scegliete “No” per saltare Tasksel e passare a Dselect. Personalmente evito sempre di usare Tasksel e preferisco installare solo i pacchetti effettivamente richiesti. Se tuttavia avete la possibilità di individuare una precisa categoria di utilizzo del vostro pc, come ad esempio “file server” o “games”, scegliete “Yes” per usare Tasksel.

Tasksel vi presenterà una serie di categorie di installazione. Spostatevi tra di esse usando la barra spaziatrice per selezionare o deselezionare le varie possibilità. Quando avete finito, usate la tabulazione (il tasto TAB) per spostarvi su “Finish” o più semplicemente premete “f”. Niente verrà comunque installato adesso, Tasksel si ricorderà però delle vostre scelte per applicarle successivamente.

Dselect

Dselect è un programma che permette una scelta molto più dettagliata dei pacchetti da installare. Usandolo sarete in grado di selezionare un singolo pacchetto, inserendolo o eliminandolo dalla lista di quelli da installare.

Dselect notoriamente è anche uno dei programmi Debian meno facili da usare e sebbene esistano molte persone pazze di lui, ne esistono di gran lunga di più che ammattiscono per colpa sua. Vi consiglio caldamente di scegliere “No” a questo punto e di saltare la configurazione tramite Dselect fino a quando non sarete diventati un po' più esperti nell' uso di Debian.

Installare i pacchetti

Qualunque sia stata la vostra scelta, l' installer di Debian ha ora un elenco di pacchetti da installare, sia che abbiate usato Tasksel sia che abbiate preferito Dselect. Verrà stampata una lista di pacchetti e l' ammontare dei dati che dovranno essere reperiti, quindi vi verrà chiesto se volete continuare. Per accettare il default (“Y”, e cioè “sì”) premete semplicemente INVIO.

Se uno dei pacchetti richiesti non è presente nel CD attualmente inserito nel lettore, vi verrà comunicato e vi sarà chiesto di inserire il CD appropriato. Vedrete l' installer procedere nel recupero di tutti i pacchetti prima di procedere alla loro installazione e configurazione.

Man mano che i pacchetti verrano installati e configurati, vi verranno poste alcune domande su come volete procedere. Non posso guidarvi in questa fase dato che non posso sapere quali pacchetti avete deciso di installare, ma se leggete con attenzione le domande, dovreste essere in grado di cavarvela lo stesso. Mi occuperò qui di quelli più comuni e che molto probabilmente vedrete anche voi, ma in moltissimi casi scoprirete che gli sviluppatori Debian hanno preselezionato per voi le risposte più sicure e quasi sicuramente potrete semplicemente accettare le impostazioni di default (cosa che dovreste fare anche nei casi che vi lasciano perplessi).

Uno degli avvisi che vedrete quasi sicuramente è quello relativo ai problemi di link del kernel e delle binutils. Non c'è da preoccuparsi e l' unica possibilità è quella di premere OK e proseguire.

Quando apparirà una schermata che vi chiede quali locales devono essere generati, usate il tasto di tabulazione per selezionare “Ok” e premete INVIO. I locales fanno parte del progetto di internazionalizzazione e possono rendere disponibili alcune utili personalizzazioni. La schermata successiva, da cui sceglierete il locale di default, può essere tranquillamente impostata su “Leave alone”.

A seconda di cosa avete scelto con Tasksel o Dselect, finirete col trovarvi di fronte ad una schermata di configurazione che vi dice di poter impostare automaticamente il vostro sistema di posta. Vi verranno presentate 5 opzioni fra cui scegliere. Le scelte più comuni sono la 1 e la 4. Probabilmente sarà sufficiente continuare a premere INVIO fino a quando non vi verrà chiesto quale utente di sistema dovrà ricevere le mail destinate a root (generalmente avvisi di sistema – N.d.R.). Inserite qui il nome dell' utente creato in fase di installazione.

E adesso?

Se tutto è andato bene fino a questo punto, dovreste trovarvi con un sistema Debian perfettamente funzionante, ma probabilmente senza molte applicazioni e interfaccia grafica, sempre che non abbiate scelto alcune categorie o pacchetti tramite Tasksel o Dselect. A questo punto vi troverete di fronte ad una schermata blu che vi ringrazia per aver scelto Debian e vi informa che ora potete accedere al vostro sistema. Premete INVIO e sarete portati al prompt dei comandi, pronti per loggarvi ed iniziare ad usare Debian.

Nei prossimi paragrafi tratterò l' installazione di alcuni programmi in Debian e vi guiderà passo passo attraverso l' installazione dell' interfaccia grafica X!.


Thanks to Paolo Canavese for the translation.
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